Il controllo dell’orgasmo non è «proibire», è una «richiesta coccolosa»
Proibito.
Quella parola non mi è mai suonata giusta.
Quando la gente sente «controllo dell’orgasmo», quasi tutti immaginano una donna che proibisce a un uomo di venire. Ma «proibito» è una parola così dura. Mi faceva sentire come se gli stessi togliendo tutto ciò che gli piace. E ogni volta che lo sentivo, faceva male a me quanto a lui.
Poi un giorno, per messaggio, lui mi ha detto: «Quello che fai tu non è proibire, vero? È più che sei felice quando io mi trattengo per te. E se la chiamassimo una piccola richiesta coccolosa?»
In qualche modo ci stava. Mi ero sempre considerata una che non sa chiedere. Voglio un abbraccio, voglio un bacio: non ero mai riuscita a dire a un uomo quello che volevo. Eppure ero lì a chiedergli la cosa più difficile di tutte, trattenere il suo orgasmo, e lui diceva sì.
La richiesta è questa. Quando è vicino, mi avvisa sempre: «Sto per venire». Io allento la mano e non lo lascio. Gli unici giorni in cui può venire sono quelli che decidiamo insieme. Più o meno una volta ogni due settimane.
Non venire ogni volta. Ma voglio che continui a toccarsi, e voglio che continuiamo a fare l’amore. Non voglio che smetta di provare piacere. Per me un orgasmo non è una cosa cattiva. Voglio che senta anche lui quella felicità, e lasciarsi andare ha un senso tutto suo. Abbiamo provato tre settimane, persino un mese, e abbiamo scoperto che dopo due settimane si abitua a non venire. Il desiderio si attenua e diventa meno sensibile. Così ogni due settimane circa lo lascio venire una volta, e questo gli restituisce la sensibilità e il desiderio di ciò che non può avere. È la durata giusta per noi due.
Scritto così, può sembrare che sia solo io a ottenere quello che voglio. Ma lui mi dice: «Trattenermi è quasi insopportabile, ma posso restare eccitato per te tutto il tempo, e a te rende felice, quindi sono felice». E mantiene la promessa, ogni volta.
Ed è questo che mi permette di essere quella che chiede. Chiedergli di trattenere l’orgasmo. Poterlo toccare quando voglio. Che resti duro per me. Che mi porti all’orgasmo. Posso chiedere tutto questo perché lui continua a dire sì.
È una cosa così difficile da chiedere, e lui continua a rispondere. Ogni volta sento quanto tiene a me, e il cuore mi si riempie così tanto che quasi fa male.
Ogni volta che si trattiene per me, la fiducia tra noi cresce un po’. Anche quando siamo lontani, sapere che si sta trattenendo per me ci tiene legati.
Nemmeno per un secondo l’ho dato per scontato. È l’unico che farebbe una cosa così difficile per me.
Il controllo dell’orgasmo non è proibire. È una piccola richiesta coccolosa.
Voglio tenerlo proprio lì, pieno di desiderio e felice, per me.
